C’è una bugia che blocca più donne di qualsiasi altra cosa.
Una bugia gentile, che sembra umiltà.
Suona così: io parto da zero.
E ogni volta che la pronunci, ti convinci che davanti a te ci sia una montagna intera da scalare.
Una montagna così alta che, alla fine, decidi di non partire nemmeno.
Oggi voglio smontare questa bugia, con calma e con prove.
Per dimostrarti che tu non parti da zero.
Non parti da zero, ma da una miniera d’oro
Partiamo da una frase che dico spesso nelle mie consulenze.
Il tuo lavoro attuale, il tuo network attuale, spesso nasconde una miniera d’oro proprio per partire.
Lo dico perché lo vedo succedere di continuo.
Le donne che arrivano da me sono quasi tutte convinte di dover ricominciare da capo.
Pensano che per cambiare strada debbano cancellare quello che hanno fatto finora.
Buttare via gli anni di prima.
Considerarli un errore, una parentesi, tempo sprecato.
E invece è esattamente il contrario.
Quello che hai fatto finora non è zavorra.
È la tua rampa di lancio.
Voglio darti subito un’immagine, perché credo che chiarisca tutto.
Ti sei mai messa a cercare gli occhiali in giro per la casa?
Spostando cose, aprendo cassetti, spazientendoti.
E poi hai scoperto che gli occhiali ce li avevi sul naso.
Appunto.
Le opportunità, per la maggior parte delle donne, sono esattamente lì.
Sul naso.
Non lontane.
Non da inventare.
Non da comprare.
Davanti agli occhi.
Lo dico spesso, ed è una delle frasi a cui tengo di più.
Le opportunità sono davanti ai nostri occhi.
Lascia che ti spieghi perché non le vediamo, perché capirlo cambia tutto.
C’è un meccanismo della mente molto preciso, e si chiama abitudine.
Quando vediamo una cosa tutti i giorni, il cervello smette di registrarla come importante.
La archivia come sfondo, come rumore di fondo, come qualcosa di scontato.
Funziona così per la strada di casa, che non guardi più.
Funziona così per le persone che vedi ogni giorno.
E funziona così, soprattutto, per le tue competenze.
Quello che fai bene da anni, lo fai senza nemmeno accorgertene.
E ciò che non noti più, smetti di considerarlo prezioso.
Ecco perché il collega che potrebbe diventare cliente lo vedi solo come collega.
L’azienda per cui lavori la vedi solo come datore di lavoro.
E te stessa, alla fine, la vedi solo come una che fa il suo dovere.
Diamo tutto per scontato, perché è familiare.
E così cerchiamo la nostra svolta a chilometri di distanza, mentre è seduta accanto a noi.
Cerchiamo lontano la cosa che abbiamo vicino.
È un meccanismo umano, e lo facciamo tutte.
Ma riconoscerlo è il primo passo per smettere.
La storia di Chiara: la svolta partendo da ciò che aveva intorno
Adesso voglio raccontarti una storia vera, perché le storie valgono più di mille teorie.
Ti parlo di una donna, la chiamerò Chiara, perché credo che in lei si possano riconoscere in tante.
Chiara era una dipendente insoddisfatta.
Faceva il suo lavoro, ma sentiva che le stava stretto.
Dopo la maternità ha iniziato, con prudenza, a fare qualche lavoro da freelance.
Un cliente fisso.
Un progetto ogni tanto.
Niente di più.
Conosceva il mestiere della scrittura, ma non le tecniche più avanzate.
E soprattutto non credeva di avere abbastanza per costruirci sopra qualcosa di grande.
Si raccontava la stessa bugia gentile di cui ti parlavo all’inizio.
Io parto da zero, io non ho abbastanza, io non sono ancora pronta.
Sai da dove è partita la sua svolta?
Non da un cliente trovato dall’altra parte del mondo.
Non da una rivoluzione.
È partita da quello che aveva già intorno.
Ha guardato il suo storico.
Le persone che conosceva.
Persino il suo datore di lavoro.
Tutto con occhi nuovi.
E ha capito che lì dentro c’era materia prima.
Tanta.
Voglio fermarmi proprio sul suo datore di lavoro, perché è il dettaglio più potente.
Per anni lui era stato semplicemente il capo.
La persona a cui chiedere, a cui rispondere, da cui dipendere.
Quando Chiara ha cambiato sguardo, ha visto un’altra cosa.
Ha visto un’azienda che aveva bisogno di comunicare meglio.
Un’azienda che la conosceva già, che si fidava di lei, che sapeva quanto era seria.
In altre parole, ha visto un cliente perfetto, che aveva sempre avuto davanti senza riconoscerlo.
In pochi mesi, dopo il percorso, Chiara è arrivata a tre clienti fissi al mese.
In due mesi ha superato i cinquemila euro.
E oggi sta costruendo, insieme a sua sorella, uno studio di comunicazione per le attività del suo territorio.
Fermati su questo, perché è il punto che voglio incidere.
Chiara non ha aspettato di diventare un’altra persona.
Ha valorizzato la persona che era già.
Il suo lavoro, il suo network, la sua storia, erano la miniera.
Le serviva solo qualcuno che le dicesse: scava lì, non altrove.
E quando ha iniziato a scavare nel punto giusto, l’oro è uscito in fretta.
Voglio che tu colga la differenza tra le due frasi, perché è sottile ma cambia la vita.
Partire da zero significa: non ho niente, devo costruire tutto da capo.
Partire dalla tua miniera significa: ho già molto, devo solo organizzarlo e indirizzarlo.
La prima frase ti paralizza.
Ti fa sentire piccola davanti a una montagna.
La seconda ti mette in movimento.
Ti fa sentire ricca di qualcosa che già possiedi.
E la verità, nella stragrande maggioranza dei casi, è la seconda.
Lascia che ti faccia vedere dove scavare, concretamente.
Le tre vene d’oro nella tua miniera
Ci sono tre vene d’oro nella tua miniera.
La prima vena è la tua esperienza.
Tutti gli anni in cui hai lavorato ti hanno dato un criterio.
Sai gestire un cliente.
Sai rispettare una scadenza.
Sai leggere una situazione difficile e tenere la calma quando intorno a te si agitano.
Questo non è poco.
Questo è esattamente il motivo per cui un’azienda si fida di una professionista di quarant’anni più che di una ragazza alle prime armi.
Il criterio non si insegna in un corso.
Si accumula in una vita.
E tu lo hai già.
La seconda vena d’oro è il tuo settore.
Tu conosci un mondo.
Conosci il linguaggio di un certo tipo di aziende.
Conosci i loro problemi, le loro stagioni, le loro paure.
Sai cosa li tiene svegli la notte, perché ci hai lavorato dentro per anni.
Una persona che arriva da fuori ci mette anni a capire quello che per te è ovvio.
Tu puoi scrivere per quel mondo dal primo giorno, perché lo parli già.
E un’azienda paga molto volentieri chi la capisce senza bisogno di spiegazioni.
La terza vena d’oro è il tuo network.
Le persone che hai conosciuto in tutti questi anni.
I colleghi, i fornitori, i clienti.
Persino chi hai incrociato una volta e poi perso di vista.
Quella rubrica non è un elenco di contatti.
È un elenco di porte.
E molte di quelle porte, oggi, sono semplicemente chiuse.
Non perché qualcuno te le abbia sbattute in faccia.
Ma perché non hai mai pensato di bussare.
Voglio dirti una cosa che, quando la dico nelle call, fa sempre un certo effetto.
Il tuo primo cliente, molto probabilmente, è già nella tua vita.
Non lo devi trovare.
Lo devi solo guardare in modo diverso.
Forse è un’azienda con cui hai già lavorato.
Forse è il tuo stesso datore di lavoro, che oggi ti paga uno stipendio e domani potrebbe pagarti un servizio.
Forse è una persona che ti stima da anni, e che aspetta solo che tu le dica cosa fai adesso.
Voglio dirti anche una cosa sul momento storico, perché gioca a tuo favore.
Oggi ogni attività, anche la più piccola, ha bisogno di comunicare online.
Il negozio sotto casa, lo studio professionale, l’azienda del tuo territorio, il brand digitale.
Tutti hanno bisogno di parole che vendano, che raccontino, che convincano.
E in un mondo pieno di testi freddi, scritti in serie, chi sa scrivere con calore umano e con criterio diventa raro.
La domanda non è se ci sia mercato.
Il mercato è enorme, ed è proprio intorno a te.
La domanda è se tu inizierai a vederlo.
Adesso voglio affrontare le obiezioni, perché so quali ti stanno venendo in mente.
Le obiezioni più comuni
La prima è: ma io faccio più fatica proprio quando devo partire da zero, da una cosa creata completamente da me.
Ed è proprio questo il punto, ascolta bene.
Tu non devi partire da zero.
L’angolo da cui ti sto invitando a guardare le cose serve esattamente a questo.
A non costringerti a inventare dal nulla.
A partire, invece, dal pieno.
La seconda obiezione è: ma il mio settore non c’entra niente con la scrittura.
E qui ti fermo, perché è un errore che fanno in tante.
Non esiste un settore che non abbia bisogno di parole.
Ogni azienda comunica, vende, scrive a clienti, racconta se stessa.
Più conosci un mondo, più sei preziosa per chi vende dentro quel mondo.
Il tuo settore non è un ostacolo.
È il tuo vantaggio ingiusto.
La terza obiezione è quella che blocca di più: ma chiedere ai miei contatti mi imbarazza, mi sembra di disturbare.
E lo capisco, è una sensazione vera.
Ma cambiamo prospettiva.
Tu non stai chiedendo un favore.
Stai offrendo qualcosa di utile a chi potrebbe averne bisogno.
C’è una differenza enorme tra “scusa, mi daresti una mano” e “ho iniziato a fare questo, se ti serve, ci sono”.
La prima frase ti fa sentire piccola.
La seconda ti mette al tuo posto, da professionista.
E spesso, dall’altra parte, non c’è fastidio.
C’è sollievo, perché quella persona aveva un problema e tu sei la soluzione che conosceva già.
Esercizio pratico da fare subito
Anche stavolta voglio lasciarti qualcosa che puoi fare subito.
Prendi un foglio.
Disegna tre colonne.
Nella prima scrivi le tue competenze.
Tutto quello che sai fare, anche le cose che dai per scontate.
Soprattutto quelle, anzi.
Nella seconda scrivi i mondi che conosci.
I settori in cui hai lavorato, o vissuto, o che semplicemente capisci bene.
Nella terza scrivi i nomi.
Le persone, i contatti, le realtà che fanno parte della tua storia.
Non filtrare, in questa fase.
Scrivi tutto.
Quando hai finito, guarda quel foglio.
Non stai guardando il tuo passato.
Stai guardando il tuo magazzino.
E adesso fai una cosa in più, perché un foglio da solo non cambia niente.
Cerchia un solo nome.
Una persona, in quella lista, che secondo te potrebbe davvero avere bisogno di parole migliori.
Solo una.
E nei prossimi giorni, trova il modo di farle sapere, con naturalezza, di cosa ti stai occupando adesso.
Non devi vendere niente.
Non devi presentarti con un discorso preparato.
Ti basta una frase semplice, vera, detta nel tuo modo.
Qualcosa come: ho iniziato a occuparmi di scrittura per le aziende, se mai ti servisse, sono qui.
Tutto qui.
Hai solo aperto una porta.
E spesso, una porta aperta con naturalezza vale più di cento candidature inviate nel vuoto.
È così che inizia tutto.
Non con un piano perfetto.
Con un primo nome cerchiato su un foglio, e una frase detta senza paura.
Voglio essere onesta su una cosa, perché non voglio raccontartela troppo facile.
Da sola, davanti a quel foglio, potresti non vedere subito tutto l’oro che contiene.
È normale.
Quando una cosa è troppo vicina, serve uno sguardo esterno per riconoscerne il valore.
Serve qualcuno che ti dica: guarda che quello che per te è ovvio, vale.
È esattamente quello che ho fatto io con Chiara, e con tante altre.
Non ho dato loro qualcosa che non avevano.
Ho dato loro gli occhi per vedere quello che già possedevano.
E nel momento in cui lo hanno visto, non sono più riuscite a non vederlo.
Voglio anche dirti cosa significa, davvero, quel primo sì.
Non sono solo i primi soldi.
È la prova, nera su bianco, che qualcuno è disposto a pagarti per quello che sai fare.
E quella prova, dentro di te, cambia tutto.
Da quel momento non è più un’idea, un forse, un sogno.
È una cosa reale, che è già successa una volta, e che può succedere di nuovo.
E poi una seconda volta, e una terza.
Finché un giorno ti accorgi che non stai più cercando clienti con il fiato corto.
Hai una professione.
Voglio anche dirti una parola sull’età, perché so che ci pensi.
Forse credi che tutti questi anni nello stesso settore siano un limite.
Sono il contrario.
Sono profondità.
Sono la ragione per cui hai una miniera, e una ragazza che inizia adesso ha solo un foglio bianco.
Tu hai una storia.
E una storia, nel lavoro con le parole, vale oro.
Torniamo all’inizio.
Tu non parti da zero.
Possiedi già il successo tra le mani.
Anche se in questo momento ti sembra solo il tuo solito lavoro.
La tua solita vita.
La tua solita rubrica.
C’è una miniera lì sotto.
E il primo colpo di piccone non è imparare tutto da capo.
È smettere di cercare lontano quello che hai vicino.
Se vuoi imparare a trasformare la tua esperienza e il tuo network in una professione vera con la scrittura, ho preparato questa breve lezione gratuita che ti farà capire meglio come indirizzare le tue risorse per vivere la vita che hai sempre voluto.
È la strada che ha cambiato la vita a Chiara, e a tante altre prima di lei.
Adesso tocca a te.
Monica
Monica Pirozzi





